Ogni volta che si sfodera il termine “legalità” è ormai naturale che emergano posizioni contrapposte. C’è chi ne auspica l’applicazione come strumento di giustizia.  C’è chi ne considera l’utilizzo come argomento finalizzato alla lotta politica. E c’è anche chi ne teme l’applicazione concreta a causa delle contraddizioni normative e della inefficienza del sistema giudiziaria.

Dunque, anche se viene chiamata allo stesso modo, rispetto alla “legalità” abbiamo atteggiamenti differenti. Ed è questa diversa percezione che non ci aiuta a promuoverne il valore o persino ad addomesticarne l’applicazione. Non sono pochi i casi, infatti, in cui la legalità viene brandita come pretesa nei confronti degli altri, soprattutto quando può servire a sostegno di una battaglia personale o politica.

È invece il caso di liberare la “legalità” da tutte queste interferenze che la rendono appesantita da pregiudizi o usi impropri, per restituirla, invece, al suo scopo primario; la condivisione dei principi della convivenza civile.

Se il corpo delle leggi rappresenta l’insieme delle regole che disciplinano ruoli, relazioni e responsabilità nei rapporti tra i cittadini, elencando diritti, doveri e disciplinato gli ambiti e le modalità di esercizio e tutela, per legalità dovrebbe soltanto intendersi uno “strumento di difesa” e protezione delle “prerogative” di ogni cittadino.

Per legalità, infatti, si intende l’insieme della disposizioni che consentono a ogni cittadino, indipendentemente dal ruolo rivestito, ma anche in. ragione di esso, di esercitare quelle azioni che il sistema normativo ha individuato, a difesa dei valori sui quali si fonda la convivenza civile.

Chi intende la legalità come un vincolo, esprime l’intenzione di limitare il diritto degli altri alla partecipazione e alla pretesa di uguale sottomissione di tutti alle stesse leggi. E chi la utilizza solo come parametro per giudicare l’azione altrui, commette il grave errore di volersene servire, ma di non rispettarne il vero fine.

Dobbiamo, però, difendere la legalità anche da chi la brandisce in pubblico e la viola in privato. E persino da chi costruisce a confonderne l’applicazione producendo norme contraddittorie che lasciano spazio a interpretazioni o da chi, dall’alto di ruoli istituzionali, ritiene di potere disattendere le norme.

Abbiamo tutti, prima o poi, bisogno di legalità: difendiamola!

Santo Fabiano

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